Una questione pubblica #6

Quaranta minuti di nulla. Seguiti da pensieri rarefatti. Non occorre usare giri di parole, quando le parole non ci sono. Perché è proprio stato un generale smarrimento ad inaugurare la seduta di sabato mattina . E sì che il piatto era molto ricco…in teoria…

Il vostro Narratore partirà diligentemente dall’inizio: un vuoto di tre quarti d’ora causato dall’impossibilità di registrare il consiglio (lo sapevate che viene tutto registrato e messo on line, no?). Nessuno aveva pensato a “svuotare” la memoria del registratore, e nessuno sapeva come far fronte ad una calamità di tale portata. Un banale gesto di negligenza, ma tanto si è dovuto aspettare prima che un altrettanto banale smartphone venisse usato allo scopo. Ho sempre pensato che siano le piccole cose a rispecchiare quelle ben più importanti. Nessuna eccezione, nemmeno in questo caso.

Il consiglio parte, ed è subito analisi del DUP! Con piano degli investimenti… che vi risparmio per umanità e per arrivare dritti al cuore di questa mattina.

E il cuore è che tutto il disegno strategico della giunta, tutti gli investimenti immaginati si reggono sulla speranza di fondi da altri enti. Bandi di finanziamento, per intenderci. Così, l’Assessore alle Ipotesi di Lavori Pubblici è parso appeso agli auspici, e alle scommesse di agguantare i soldi della Regione, del Ministero, dell’Unione Europea magari. Un vuoto palpabile nei numeri, ma soprattutto nelle parole. A poco vale la lezione sulle meraviglie del cofinanziamento da parte di Mori, un concetto noto anche alle associazioni di burraco. Poche idee, confusamente esposte, e ancor meno entrate su cui contare.

Non era facile, ma si poteva fare peggio. Ascoltare sul sito del Comune per credere, grazie ai potenti mezzi in dotazione! Sui rilievi dell’Opposizione in tema di sostegno al commercio, le risposte dell’Assessore… competente, sono state indecifrabili. A tratti contraddittorie. In sostanza, sarebbe proprio la Pro Loco, che NON è un’associazione di commercianti, ad aiutare gli esercizi a “mostrare le proprie merci”, grazie alle sue iniziative svolte di sera e di domenica (quando, se non ricordo male, i negozi sono chiusi). Mentre l’ATI, che è espressione delle attività commerciali del territorio, non è nei disegni di collaborazione del Comune. Verrà comunque valutata la proposta dell’opposizione di estendere l’esenzione TARI per tre anni non solo per le nuove attività, ma anche per i subentri nei diversi esercizi. Con il gran numero di negozi che vengono ceduti a Campegine questa importante esenzione rischiava di non cogliere nel segno.

C’è solo il tempo, mentre le minestre si freddano nei piatti a casa, di recuperare l’interpellanza urgente presentata dal Consigliere Spanò sulla chiusura di via XXV Aprile (la Lora) per opere di asfaltatura; pare che nessuno avesse comunicato e/o deliberato la chiusura di quella strada, che manco doveva essere chiusa. Lo è rimasta invece per un po’, senza preavviso. Forse un’iniziativa della ditta appaltatrice, forse una disattenzione dei funzionari. Di certo un disagio vero. L’Assessore, incalzato nel merito di un palese disguido (e nulla più), “difende a spada tratta” la professionalità dell’Ufficio Tecnico che “ha sempre lavorato bene”.  Che è un po’ come dire “è sempre stato un bravo ragazzo”. Sempre Mori ha lamentato con autentico sdegno l’utilizzo dei social network per le proteste dei residenti… salvo poi constatare che era la stessa Amministrazione ad aver scelto Facebook come canale improprio per comunicare l’ordinanza delle chiusure per lavori. Puntini di sospensione…la sentenza, stavolta tutt’altro che ardua, è vostra.

Era, infine, l’ultimo Consiglio della dott.ssa Fava. Che tutti, proprio tutti, hanno conosciuto in questi 25 anni e oltre. L’ultima sua frase pronunciata al servizio della cittadinanza campeginese è stata: “si è trattato di una scelta di necessità ,legata a circostanze e situazioni che hanno impedito alla sottoscritta di svolgere la sua attività nel Comune di Campegine”.

In un consiglio fatto di vuoti e di silenzi, una chiusura assordante, in cui il non detto sovrasta le parole …

Una risposta a "Una questione pubblica #6"

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  1. Imbarazzante commento. Tristissimo epilogo di un opposizione allo sbando che invece di commentare i fatti concreti si appiglia con le unghie ai vetri dei dettagli più insignificanti per coprire ANNI di immobilismo e di fallimenti. Metto in evidenza solo due cose erano più di 10 anni che non si asfaltavano strade a campegine e che certi personaggi indisturbati facevano i loro comodi protetti dalĺ’alto dei cieli.tutti utili al BENE comune nessuno insostituibile,soprattutto quando se la cantano e se la suonano da soli!!

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